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I nostri vigneti

La Cantina San Michele - Appiano dispone, nel più grande comune vitivinicolo dell'Alto Adige, di un gran numero di vigneti di eccellenza. L'intero territorio è caratterizzato da diverse condizioni pedologiche e da vari microclimi.


Clima, terreno e viticoltore sono i tre fattori principali che definiscono il terroir, ossia l'identità organolettica di un vino. L'aroma tipico di un certo vino varia da zona a zona, anche se è prodotto a partire dallo stesso vitigno con la stessa varietà di uva.
In altre parole, il fatto che ogni vino presenti il proprio aroma e le proprie caratteristiche, non dipende solo dalla varietà di uva utilizzata e dalla vinificazione. Molto più importante è l'interazione tra aspetti geografici e geologici con i microorganismi influenzati dalle caratteristiche del suolo, temperature diurne e notturne, precipitazioni, ore di sole, esposizione della vigna e inclinazione del terreno. Un grande impatto lo ha naturalmente anche il viticoltore: è lui che assicura con il suo diligente e mirato lavoro la qualità che viene dalla vigna. L'enologo nobilita infine il prodotto con il suo lavoro in cantina, dando con la sua esperienza ed estrema sensibilità una precisa impronta stilistica al vino.

”Il nostro lavoro
inizia nel vigneto“

Zona di produzione


Appiano - con oltre 1.000 ettari di vigna il più grande comune vitivinicolo dell'Alto Adige - si trova su un altura pianeggiante (Oltradige), nel cuore della provincia di Bolzano. I vigneti degli oltre 340 soci della cantina sono sparsi su pendii soleggiati, dove la natura offre eccellenti presupposti per la produzione di straordinari vini di punta: tanto sole, temperature miti, venti freschi di caduta e terreni molto vari.
La maggior parte (70 %) dei 380 ettari di vigneti si trova sui pendii rivolti a sud-est del massiccio della Mendola nel comune di Appiano, da Pianizza di Sopra e Monte fino a Missiano.

 Altri vigneti si trovano sulla piana intorno a San Michele fino a Cornaiano in direzione Lago di Caldaro. Singole vigne si trovano anche a Bolzano, zona Gries, Campegno, La Costa, Coste e Corona presso Cortaccia.
Grazie allo straordinario clima dell' Alto Adige prosperano sia varietà di uva bianca come Pinot Bianco, Chardonnay, Riesling, Sauvignon, Pinot Grigio, Müller-Thurgau, Silvaner e Gewürztraminer, ché uve a bacca rossa, come Pinot Nero, Cabernet Sauvignon, Merlot, Lagrein e varie tipologie di Schiava.


I terreni


​I terreni del comune vitivinicolo di Appiano ricordano un complicato puzzle. La composizione geologica e suoi relativi effetti sulla vite cambiano da vigna a vigna. Sui pendii, dove domina la coltivazione della vite si trovano in prevalenza terreni ghiaiosi, formatisi attraverso l'azione dei ghiacciai e la successiva erosione. 

I vari terreni:
I terreni morenici intorno ad Appiano si sono formati dai depositi dell'epoca delle glaciazioni. Presentano un pH basso, sono ben aerati e permeabili solo fino ad una certa profondità. Queste caratteristiche determinano una lenta maturazione delle uve. Ad Appiano, sui terreni morenici si coltivano soprattutto varietà bianche come Sauvignon Blanc, Pinot Bianco, Chardonnay, Pinot Grigio e più raramente varietà a bacca rossa come Pinot Nero, Merlot, Lagrein e Schiava.

Sui pendii predominano i terreni calcarei ghiaiosi, anch'essi originatisi durante le glaciazioni. Presentano pH elevati e una buona capacità di accumulo dei nutrienti. Nei dintorni di Appiano i terreni sono composti da rocce dolomitiche e calcaree e si presentano una composizione variegata: in presenza di un alto contenuto di argilla, ad esempio, cresce bene il Pinot Nero. I terreni calcarei di tipo ghiaioso-sabbioso, sono invece adatti ad altre varietà a bacca rossa, come Schiava, Cabernet e Merlot, ma anche a varietà a bacca bianca, come Gewürztraminer, Chardonnay e Sauvignon.

terreni alluvionali si sono formati in modo simile a quelli morenici: il materiale trasportato dai fiumi si è deposito lungo le rive dando vita a terreni sabbiosi poco ciottolosi. Il “Flins”, nome col quale è denominato questo tipo di terreno in Sudtirolo, rappresenta suo tipico terroir alla varietà autoctona Lagrein. Ma anche altre varietà a bacca rossa come Schiava, Merlot e Pinot Nero o a bacca bianca, come Chardonnay, Pinot Grigio e Gewürztraminer traggono si vantaggiano dal profondo terreno alluvionale ricco di minerali.

terreni porfirici dall’appariscente colorazione rossastra sono composti da rocce vulcaniche disgregate, mescolate ad argilla e sabbia. Questi terreni asciutti e poveri di humus sono eccellenti accumulatori di calore, permeabili alla luce e generalmente bene aerati, e si adattano principalmente alla produzione di vini bianchi di carattere.


Lavoro in vigna

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In vigna, in genere, il lavoro lo fa la natura. Ma senza l'attiva collaborazione e l'operosità delle famiglie di viticoltori, la Cantina San Michele - Appiano non riuscirebbe mai a vendere 2,5 milioni di bottiglie all'anno di qualità così elevata.

L'enologo Hans Terzer pone molta attenzione alla vinificazione di vini varietali di estrema qualità, chiari e puliti. Questo è possibile soltanto grazie al preciso, accurato e attento lavoro in vigna, effettuato nel rispetto dell'ambiente, con un sapiente defogliamento e un diradamento mirato dei grappoli. Solo così è possibile garantire il massimo della qualità, stimolando in modo naturale l'equilibrio biologico del terreno e della vite. Questo poi si ripercuote ancora sul terroir, il più importante capitale dei viticoltori.

Clima

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La vite apprezza climi miti con molto sole, ma bagnati anche da sufficienti precipitazioni. Studi moderni hanno riconosciuto che occorrono da 1.600 a 2.500 ore di sole all'anno affinché la vite prosperi in modo ottimale. In questo senso l'Alto Adige offre condizioni ideali con le sue circa 2.000 ore di sole. L’alta temperatura diurna permette l'accumulo degli zuccheri necessari nell'acino. Le notti fresche regolano invece il contenuto di acidità dei grappoli, rallentano la maturazione troppo precoce e conservano sia gli acidi che le componenti aromatiche. Ad Appiano, nel pomeriggio spira da sud la calda ventilazione dell’Ora, mentre la sera soffiano venti freschi discendenti dal massiccio della Mendola. Il vento ha una doppia funzione: da un lato asciuga rapidamente l'uva dopo la pioggia, proteggendola dagli attacchi fungini, dall'altro provvede al necessario raffreddamento notturno.