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La cantina Le persone Il Kellermeister La nostra Storia
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La nostra Storia

Quantità invece di qualità

Nei primi 20 anni dopo la guerra, la Cantina San Michele-Appiano esporta principalmente molta Schiava dalla zona del Lago di Caldaro in Svizzera e nelle “regioni dell’Accordino” in Austria, poi negli anni ‘50 si aggiunge la Germania. Il turismo in rapida crescita e la Comunità economica europea fondata nel 1957 danno al via a un decennio senza problemi di vendita per i viticoltori. Ma nel dopoguerra, la quantità vale tutto sommato molto più della qualità: la Schiava diventa il simbolo della produzione di massa: 130 quintali/ettaro sono la norma. Questa varietà accomuna l’interesse dei contadini ad avere rese elevate e il desiderio dei consumatori di trovare del vino beverino a basso prezzo. A quel tempo, la percentuale di Schiava di San Michele supera il 70 percento. Sul fronte dei prezzi la lotta è dura.