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Appius 2015

Un APPIUS ricco e generoso come l’annata che rappresenta, una delle migliori dell’ultima decade che ha permesso un’ottimale maturazione delle uve. Ottenuta dalle selezioni di punta, la cuvée si concentra sullo Chardonnay, oltre le altre varietà bianche come Pinot Grigio, Pinot Bianco e Sauvignon. APPIUS 2015 colpisce per la sua armonia tra intensi profumi, mineralità, vivace freschezza e persistenza aromatica.

Luminoso giallo paglierino con brillanti riflessi verdognoli.

Intenso e ricco: in primis frutta tropicale: ananas, mango, kiwi e banana. In seconda fascia: frutti a polpa bianca come mela, pera, melone, albicocca e pesca. Lievi toni agrumati. Discrete fragranze tostate e di tabacco.

Gusto: gusto compatto e masticabile combinato a una beva fresca e vivace. Palato equilibrato e rotondo con toni a carattere balsamico di menta, resine alpine. Finale lungo ed intenso.

Vinificazione

Fermentazione alcolica e malolattica parziale, affinamento in barrique / tonneaux. Assemblaggio dopo quasi un anno e ulteriore affinamento sui lieviti per tre anni in tini di acciaio inox.

Vendemmia

Mettà settembre a mettà ottobre

Varietà

Chardonnay 55%, Pinot grigio 20%, Pinot bianco 15%, Sauvignon blanc 10%

Età

25 a 35 anni

Vigneti

Località: vitigni selezionati ad Appiano
Esposizione: sudest/sudovest
Terreni: calcareo-ghiaiosi e morenici
Forma di allevamento: guyot

Consigli d'abbinamento

Appius 2015 è ottimo per accompagnare piatti di pesce in tutte le sue varianti, si combina perfettamente anche con pietanze della cucina asiatica. Ottima anche la combinazione con piatti gustosi che vedono protagonisti la carne bianca e la selvaggina.

Resa

35 hl/ha

Contenuto alcolico

14 %

Residuo zuccherino

3 gr/l

Acidità

5.50 gr/l

Temperatura di servizio

8-10°

Potenziale d'invecchiamento

10 anni e oltre

Il meglio delle nostre uve,
delle nostre viti e
dei nostri terroir
per ottenere un vino unico.
Ogni anno diverso,
ma sempre ineguagliabile.

Hans Terzer

APPIUS: La nascita di un
grande vino bianco

Le cose particolari richiedono tempo. Anche molto tempo se necessario. Per realizzare il suo sogno, il winemaker Hans Terzer di tempo se n’è preso tanto. Per essere più precisi quasi 30 anni: perché il “vino da sogno” che Hans Terzer aveva già in mente da molto può essere prodotto solo con uve di qualità eccellente provenienti da vecchi vigneti. Il 2010 era l’anno giusto: condizioni climatiche ottime, vecchie viti che producono pochi grappoli, uve completamente mature e il lavoro eccellente delle persone nei vigneti e in cantina fornivano i presupposti ideali per un vino di primissima qualità. Da 4 anni ormai questo vino pregiato matura nella Cantina produttori di San Michele-Appiano in attesa di venire alla luce. Tutto il mondo del vino aspetta con ansia la sua prima degustazione.

Radici storiche e vecchi vigneti
È APPIUS il nome promettente, il significato è strettamente radicato nella sua terra d’origine. Perché Appius è la radice storica e romana del nome Appiano. Questa regione vinicola altoatesina risalente ai tempi dei Romani è nota oggi come zona di produzione di vini bianchi eccellenti. I profondi terreni calcarei-ghiaiosi e morenici conferiscono ai vini una mineralità inconfondibile e un aroma complesso. Ed è proprio questo che Hans Terzer vorrebbe trasmettere con le uve selezionate personalmente e maturate su ceppi di 25-35 anni: “Vogliamo ricavare il meglio dalle nostre aree di produzione per poter competere alla pari con le zone di produzione vinicola più rinomate al mondo”.

La prima cuvée di San Michele-Appiano
APPIUS è la prima cuvée che non solo porta la firma di Hans Terzer, ma che è persino autografata da Hans Terzer. È il suo “vino da sogno personale” e perciò non vuole legarlo a delle regole precise. Il vino dovrà essere una sorpresa ogni anno e la proporzione delle singole varietà di uve utilizzate potrebbe variare a seconda dell’annata.
Conformemente al suo carattere si è posto degli obiettivi alti e ogni anno ricreererà la composizione dell’APPIUS. “Ci sono anni con maggiore aroma e frutta, ci sono annate caratterizzate da più acidità e mineralità oppure anche annate più complesse. Tutto questo dipende da tanti fattori esterni, e proprio questi dovranno essere percepibili e assaporabili nell’APPIUS”. Solo in questo modo Hans Terzer potrà essere certo che ogni annata sarà interpretata nel migliore dei modi e la stilistica unica pienamente valorizzata. “L’APPIUS potrebbe essere un giorno anche una cuvée di vini rossi”, dice promettente.

Un vino strepitoso completamente nuovo
Dal 1977 Hans Terzer è responsabile della produzione dei vini della Cantina produttori San Michele-Appiano, che in pochi anni ha portato in cima al mondo dei vini italiano e internazionale. “L’idea dell’APPIUS me la porto dentro da tanto tempo, dovevo solo attendere il momento giusto” sottolinea Hans Terzer. Durante le sue visite regolari nei vigneti già tanti anni fa notò che tra questi c’erano delle singole viti con pochi grappoli che però fornivano delle uve eccellenti. “Volevo raccogliere a parte proprio l’uva di queste viti, affinarla e produrne un vino completamente nuovo e strepitoso. Un vino come nessun altro prima nella cantina di San Michele-Appiano”.
E pare esserci riuscito con l’APPIUS 2010. Proviene da diversi vigneti storici del Comune di Appiano. L’ingrediente principale è lo Chardonnay, il resto è costituito da uve Pinot Bianco, Pinot Grigio e Sauvignon. “L’APPIUS viene fatto fermentare e affinare principalmente in piccole botti di legno. Dopo dodici mesi di affinamento nel legno, viene travasato in serbatoi di acciaio dove matura per quasi 3 anni sulle fecce fini. L’Appius 2010 è stato imbottigliato a luglio 2014”, spiega il winemaker.

APPIUS diventa una “wine collection”
Un prodotto così pregiato necessita senza dubbio di un contenitore raffinato. Il design moderno e minimalista della bottiglia corrisponde alla filosofia di San Michele-Appiano. Il simbolo sull’etichetta ricorda il tralcio di una vite, che bensì si sviluppi regolarmente, resta comunque unico. La forma della bottiglia è elegante e pregiata, il vetro scuro invece esplica che la sostanza è sempre invisibile all’occhio e che dovremmo farci guidare solo dai sensi.
Ogni anno non solo viene reinterpretato il contenuto delle bottiglie, ma cambia anche il design della bottiglia. Lo scopo è di concepire una wine collection in grado di entusiasmare ogni anno gli appassionati di vino di tutto il mondo. L’edizione dell’APPIUS è limitata, ognuna delle 4000 bottiglie è numerata e chi vuole arricchire la sua collezione di vini deve affrettarsi per assicurarsi una delle tanto ambite bottiglie di APPIUS. Ne varrà sicuramente la pena, perché si dice che avrà un potenziale di invecchiamento di almeno dieci anni e oltre. “Lasciatevi sorprendere”.

  • Cantina San Michele Appiano
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